Progetto e bellezza

Per Louis Sullivan (scuola di Chicago) “l’architetto deve essere prima di tutto poeta, ovvero guida della società e interprete del suo tempo; pertanto deve conoscere la propria cultura e la propria nazione, poiché la nuova arte deve essere basata interamente sul presente e sulla riscoperta della natura, attraverso cui si può realizzare la vera, poetica architettura”. Volgendo lo sguardo a ciò che ci circonda non possiamo che leggere un paesaggio privo di punti di rifermento; i nuovi contesti urbani sono un’insieme violento di elementi diversi tra loro e spesso incompatibili. L’architettura, l’arte, il design rappresentano l’espressione più alta dello spirito e dei costumi della società, ma anche lo strumento privilegiato per la conoscenza. Rendersi interpreti del proprio tempo è un compito gravoso, trovare gli equilibri tra emozione ed intelletto ancora più difficile; l’architettura, quindi, diventa lo strumento che esprime concretamente il linguaggio della società e l’architetto delinea un vocabolario appropriato al proprio tempo. GOETHE affermava “riempite il vostro spirito e il vostro cuore, per quanto grandi siano, con le idee e i sentimenti del vostro secolo e l’opera verrà”. L’infinito spirito creativo contemporaneo, ha insito in se le idee e i sentimenti della nostra epoca, ma non può prescindere dalla sedimentazione di un nobile passato per poter proiettarsi in un futuro immediato. È auspicabile che lo spirito creativo sia una perfetta sintesi di emozione ed intelletto con uno sguardo particolare rivolto al mondo naturale e al rapporto tra questo e l’uomo. Tutto rientra in un gioco di equilibri per cui animali e pietre raggiungono caratteri determinati dalle loro particolari strutture, habitat e condizioni di vita, ed ogni organo rispetta le proporzioni dell’insieme a cui appartiene. Ogni forma esiste a causa della funzione. Una sintesi formale va ricercata tra razionalità e organicità in perfetto equilibrio, questo non sempre è possibile in quanto, spesso, inquinato dall’egoismo mentale dell’uomo. Architettura che trae insegnamento dalla natura per porsi in continuità è un auspicio per cercare di comunicare una igiene della percezione per una maggiore ossigenazione mentale.

Foto di Archivio Francesco Mancini

 

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